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Feste ed email

Le aziende sotto le feste si dividono in tre gruppi. Nel primo rientrano le aziende che effettuano l’invio, esclusivamente a clienti fedeli e fornitori, di una email di testo in cui scrivono il periodo di chiusura e concludono il messaggio con degli auguri.
Popolano il secondo gruppo le aziende che a pochi giorni dalla chiusura vanno su Google immagini scrivono “nome festa” scaricano una foto che piace e con quella creano una email inviata massivamente a tutti i contatti.

Infine il terzo gruppo che cerca di trasformare in un’opportunità anche queste comunicazioni forzate, non è semplice, bisogna giocare d’anticipo e dedicare del tempo per trovare l’idea in grado di distinguerci. Tuttavia come ogni comunicazione azzeccata, anche questa può portare buoni risultati.

Quando si crea un’email è possibile scegliere la font. Molte di queste però non sono standard perciò il ricevente che utilizza dispositivi o client di posta diversi dal mittente potrebbe non visualizzare correttamente l’email. Meglio utilizzare font standard (Arial, Courier, Georgia, Helvetica, Lucida Sans, Tahoma, Times New Roman, Trebuchet MS, Verdana) o Web Font.

Chi apre l'email

Che siano newsletter informative o DEM commerciali, ad aprire le email sono sopratutto gli utenti che riconoscono il mittente. Questa motivazione prevale da anni e dalle ultime statistiche è la spinta per il 64% dei sottoscrittori.

Questo ci dice che è basilare la costruzione di una lista profilata di clienti e potenziali clienti che ci riconoscano al ricevimento delle email per avere migliori risultati dai nostri invii. Sempre rimanendo sul mittente è sconsigliabile utilizzare noreply@ o indirizzi email di sistema.

Nel primo caso “imponiamo” la comunicazione senza permettere risposte o feedback. Nel secondo potremmo rendere più difficile la riconoscibilità del mittente.
Il 47% dei sottoscrittori indica l’oggetto fra le motivazioni per aprire l’email attestandosi così al 2° posto. Dedicare del tempo all’oggetto e non replicare semplicemente il titolo dell’email o scriverne uno non significativo, come Newsletter n. del 30/11/2017, può incrementare il tasso di apertura. Case study indicano che emoji o il brand all’interno dell’oggetto favoriscono l’apertura, testate se ciò vale anche per la vostra utenza!